A oltre mille metri di quota, il pastificio lega grano italiano, acqua delle sorgenti e memoria dell’Amatriciana a un progetto che continua a evolvere.
Raccontare di nuovo il Pastificio Strampelli avrebbe poco senso se significasse limitarsi a ripetere che si trova ad Amatrice, a più di mille metri di altitudine. Quella è la fotografia di partenza. La parte più interessante, oggi, è osservare come l’azienda stia cercando di trasformare quella posizione geografica in un sistema riconoscibile: ingredienti italiani, formati legati alla cucina locale, una Denominazione Comunale e iniziative che riportano l’Amatriciana dentro un racconto contemporaneo del territorio.
Un pastificio che usa il luogo come ingrediente
Lo stabilimento sorge in località Collegentilesco, frazione di Amatrice, nel paesaggio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L’azienda dichiara di lavorare semole di grano duro di origine 100% italiana, miscelate con l’acqua delle vicine sorgenti del Monte Pizzuto e del Monte Velino. La pasta viene essiccata lentamente a bassa temperatura, con l’obiettivo di ottenere una superficie ruvida e porosa.
Sono elementi che, presi uno per uno, appartengono al lessico classico della pasta artigianale. Insieme, però, assumono un significato più preciso perché vengono ricondotti ad Amatrice e alle sue preparazioni.
Leggi tutto l’articolo su AlphabetCity Magazine
